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Sanità territoriale e liste d’attesa in Campania: Federcardio lancia l’allarme su tariffe e gestione delle urgenze

Istituzionale 3 Ottobre 2026 Presidente

Napoli – Tagli tariffari insostenibili, criticità nella gestione delle prestazioni urgenti e necessità di valorizzare la sanità accreditata per abbattere davvero le liste d’attesa: sono i temi al centro dell’intervento di Leonardo Di Maggio, Presidente di Federcardio (rappresentante di 45 strutture cardiologiche campane) e Vicepresidente di Confesercenti Salute.

Tariffe e Nomenclatore: il nodo della visita di controllo

Il settore esprime forte preoccupazione per il recente aggiornamento del Nomenclatore tariffario. La tariffa per la visita cardiologica di controllo è stata fissata a 5,85 euro (risultato dello scomputo dell’elettrocardiogramma, salito a + 0,45 centesimi, dalla tariffa base precedente di 6,30 euro).

“Una cifra che non copre minimamente i costi gestionali, di struttura e professionali sostenuti dai centri cardiologici,”dichiara Leonardo Di Maggio. “Sulla sanità territoriale gravano requisiti stringenti e costi operativi elevati; ridurre le tariffe a questi livelli mette a rischio la dignità del lavoro specialistico e la sostenibilità delle strutture.”

A ciò si aggiunge il tema della complessa gestione delle visite di controllo, che per continuità terapeutica dovrebbero essere eseguite dallo stesso specialista che ha effettuato il primo accesso, principio spesso ostacolato dalle attuali logiche di prenotazione del CUP regionale.

La proposta: filtro territoriale per decongestionare i Pronto Soccorso

Federcardio ha elaborato e presentato alla Regione Campania una proposta operativa orientata a ridurre gli accessi impropri nei Pronto Soccorso, supportata da un’analisi condotta con strumenti di intelligenza artificiale sui dati di affluenza ospedaliera. Dallo studio emerge che l’80% degli accessi avviene in modo autonomo e che un’ampia quota di casi non costituisce un’emergenza da codice rosso.

La soluzione proposta prevede di mettere a disposizione la rete dei centri cardiologici privati accreditati per l’erogazione tempestiva di visite ed esami urgenti e brevi (classi U e B)prescritti dai Medici di Medicina Generale, alleggerendo la pressione sulle strutture ospedaliere con costi significativamente inferiori per il Sistema Sanitario Regionale.

Liste d’attesa e ricorso alle prestazioni private

Federcardio evidenzia infine un paradosso nell’analisi delle liste d’attesa: i dati ufficiali di rispetto dei tempi di priorità non tengono conto del volume di cittadini che, per tempi o blocchi prescrittivi, si rivolge direttamente alla sanità privata out-of-pocket. Ricondurre questa quota di prestazioni all’interno del circuito dell’accreditato convenzionato permetterebbe di monitorare e risolvere la domanda reale di salute della popolazione.

Ufficio Stampa Federcardio

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